Babbo Natale e il natale nel mondo

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Babbo Natale

Scopriamo come la tradizione, in tutti i paesi del mondo, di fare regali ai bambini sia nata e si sia evoluta. Come sia nata la figura di Babbo Natale che porta doni e regali nelle case. Chiamato con diversi nomi Santa Klaus, Father Christmas, Papa Noèl, Weithnachtsmann, oggi incarna nell’immaginario dei bambini il simbolo di dolcezza e generosità, con la sua slitta trainata da renne volanti, vola nel cielo, sopra i tetti, per portare regali a tutti i bimbi buoni.
Leggi le origini e la vera storia di Babbo Natale.

La storia di Babbo Natale.

L’uso di fare doni ai bambini in occasione del solstizio d’inverno c’è sempre stato. Ma nel passato i regali non li portava Babbo Natale. A portare i regali ai bambini ci pensavano gli elfi, gli angeli, le fate, i Rè Magi, Santa Lucia, Gesù Bambino, la Befana. La figura di Babbo Natale si ricollega a San Nicola di Mira e a Sanctus Nicolàus, che operava già nel Medioevo. Per diventare ciò che è attualmente, la leggenda e la storia di (Babbo Natale – San Nicola) dovette arrivare negli States al seguito degli immigrati olandesi e, infine, a New York trovò Clement Clark Moore, che nel 1822 scrisse per i suoi sei figli la poesia “A visitfrom St. Nicholas” in cui lo descriveva in vesti nuove.

Il successo fu immenso e lui, con i nomi di Santa Klaus, Father Christmas, Papa Noèl, Weithnachtsmann, Babbo Natale, diventò il più amato portatore di doni e regali.

Babbo Natale è vecchio con la sua lunga barba bianca ma giovane nel suo entusiasmo, complice e paterno. Il suo vestito rosso, ornato di pelliccia e il suo inconfondibile berretto, ricorda quello degli gnomi e anche lui porta un sacco (cornucopia). Babbo Natale saetta nel cielo su un carro volante pieno di regali e doni natalizi, ma poiché viene dal paese dei ghiacci, ha una slitta trainata da renne, mitica rappresentazione dell’inverno, in cui si sommano e si accavallano folletti, santi, dei e rè. Babbo Natale è buono e tollerante. Non c’è carbone nel suo sacco e forse è proprio questo che spinge a diventar migliori. Entra misteriosamente dal camino o dalle finestre, provoca un pizzico di batticuore – quel tanto che ci vuole – lascia i regali, ammicca e se ne va.

San Nicola

Santa Claus deriva dal nome latino di San Nicola: Sanctus Nicolaus. Nella prima metà del IV secolo d.C. nella ricca città di Mira, in Asia Minore, viveva un vescovo davvero molto speciale, San Nicola, del quale, in mancanza di notizie storiche certe, si tramandano molte leggende. Scopri perchè le origini di Babbo Natale sono fondate anche sulla tradizione di San Nicola…

Pére Noèl

Babbo Natale in Francia: Pere Noel.

In lingua francese Babbo Natale ha il nome di «Pére Noèl» ed è raffigurato come un dolce vecchietto dalla soffice barba bianca e dal sorriso dolce che se ne va in giro appoggiandosi a un bastone fatato con al termine una stella brillante.
Le mamme in Francia raccontano questa storia ai loro bambini. Un tempo il crudele Erode mandò le sue truppe armate in giro per il regno col compito di uccidere tutti i bambini di età inferiore ai tré anni: tra questi ci sarebbe stato sicuramente anche il Bambin Gesù. Si racconta che Maria e Giuseppe, avvertiti dall’angelo Gabriele, si incamminarono verso l’Egitto a dorso del loro asinelio per fuggire a questo destino. Orbene, dopo una lunga giornata di cammino la cavalcatura era stanca e Maria scese al bordo della strada con in braccio il bambinello, mentre Giuseppe se ne andò a cercare una pozza d’acqua dove poter abbeverare l’animale. La Madonna stava allattando il piccolo Gesù quando da lontano cominciò a sentire fischi e grida e il suolo rimbombare degli zoccoli dei cavalli. «I soldati di Erode!» esclamò spaventata e subito si diede a cercare un posto dove nascondersi. Si avvicinò a un cespuglio di rose e disse: «Roseto, pianta di rose, ti prega una mamma addolorata che teme per il suo bambino, fiorisci tutto così che possiamo nasconderei tra i tuoi rami!». Ma la pianta di rose rispose: «Vai lontano da qui, che i soldati non ti vedano vicino a me e rovinino la mia bellezza!». Allora la Madonna si avvicinò alla pianta che produce chiodi di garofano e la pregò: «Pianta dei chiodi di garofano, ti prega una mamma spa ventata per il destino del suo bambino, fiorisci, così che possiamo nasconderei tra i tuoi rami!». Ma quella pianta non si curò di lei e disse: «Non vedi che ora sono impegnata:
vai piuttosto da quel cespuglio di salvia che non ha altro da fare che carità!»

La Madonna allora si avvicinò alla pianta della salvia che senza nemmeno essere pregata, capendo l’incombenza del pericolo, fiorì tutta improvvisamente e infoltì i suoi rami con nuove foglie al punto che Maria e Gesù ne rimasero tutti coperti, invisibili a chiunque. Passarono infatti i soldati a cavallo senza scorgerli. Maria tremava però dalla paura che il Bambino si mettesse a piangere. Ma ancora una volta la pianta della salvia venne in loro soccorso: con le sue foglie e il suo profumo rassicurò Gesù addormentandolo. Dopo un po’ Giuseppe tornò dalla fonte e Maria rimontò in groppa al docile asinelio riprendendo tranquillamente il suo cammino.

Fu così che da quel giorno la pianta delle rose ebbe spine e quella che produce i chiodi i garofano fiori dal profumo sgradevole. La salvia invece fu benedetta dalla Madonna e per questo ha mille proprietà curative, tant’è che un vecchio proverbio francese recita «chi si dimentica della salvia, non ama la Madonna».
In Francia la notte di Natale è chiamata anche la «notte dei miracoli».
Si racconta infatti che alcuni minatori, decenni fa, assistettero per caso a uno spettacolo tremendo, mentre si attardavano a scavare una galleria durante la notte di Natale. Allo scoccare del dodicesimo rintocco, le rocce delle montagne, come gli scogli in fondo al mare, si aprirono d’un colpo, rivelando ai loro occhi immensi tesori nascosti al centro della terra. I minatori, invece di santificare la nascita del Bambin Gesù, si lasciarono ingannare dall’avidità e dalla cupidigia, tralasciando ogni preghiera e ogni atto di omaggio al figlio di Dio, e si addentrarono in quelle profondità. Subito le rocce si richiusero alle loro spalle, inghiottendoli per sempre.

C’è chi dice che ancor oggi, nelle notti di luna piena, quando il vento tace, si sentono quei minatori gemere alla ricerca di una via d’uscita da quelle oscure profondità.
Si crede infine che, allo scoccare della mezzanotte della notte santa, gli animali della fattoria acquistino il fantastico dono della parola. Maiali, cavalli, buoi, pecore, tutti possono parlare tra loro la nostra lingua e così scambiarsi preziosi segreti sugli esseri umani e sui loro errori. Sarebbe proprio curioso ascoltare i loro discorsi, ma guai a chi si trova a origliare dietro le porte delle stalle o dei pollai! Può diventare sordo o addirittura morire.

Natale in Sapgna

Il Natale in Spagna, Babbo Natale e i Re Magi.

I bambini della Spagna ricevono i regali quando ormai le festività natalizie sono terminate ed esattamente il 6 gennaio, la festa che noi chiamiamo dell’Epifania e in cui si festeggiano los Reyes magas, ovvero i Rè Magi.
Queste figure appaiono anche nei Vangeli in cui si parla di sapienti, venuti dal lontano Oriente, richiamati da un fenomeno astronomico particolare che doveva annunciare un grande evento. La tradizione poi fìsso il loro numero in tré chiamandoli Melchiorre, Baldassarre e Gaspare. Si vollero immaginare come dei rè potenti e ricchissimi che si misero in cammino sui loro cammelli sotto la guida di una stella cometa per andare ad adorare quello che sarebbe diventato il salvatore del mondo, il sovrano più potente che fosse mai esistito.

Si racconta anche che i Rè Magi portarono a Gesù dei doni simbolici:

  • l’oro, che veniva a quel tempo riservato soltanto ai sovrani,
  • l’incenso che veniva bruciato solo in onore delle divinità,
  • la mirra che veniva utilizzata nell’antichità durante le cerimonie funebri e che doveva essere il simbolo della futura resurrezione di Cristo.

Babbo Natale in Russia

Babbo Natale in Russia, Babouscka la nonnina porta regali, il nonno Gelo.

Nelle lunghe notti invernali, i papa della Russia raccontano ai loro bambini questa storia. C’era una volta una vecchia donna che viveva da sola nella sua casetta di tronchi al margine della foresta. La notte in cui nacque Nostro Signore era seduta sulla sua sedia a dondolo con una pesante coperta di lana addosso e fissava le fiamme che danzavano nel caminetto. Improvvisamente si sentì bussare alla porta. Di malavoglia si alzò e andò ad aprire;
le apparvero sulla soglia tré uomini con vesti regali che la chiamarono subito Babouscka, che in russo significa nonnina, e le dissero: «Stiamo viaggiando da molto tempo e veniamo da molto lontano. Ci siamo fermati nella tua casa per annunciarti che il Bambin Gesù è nato stanotte a Betlemme. Gli stiamo portando dei doni. Vieni con noi, Babouscka!».
La vecchina era ora incuriosita da questa storia, ma quando sporse un attimo il naso fuori dalla porta e sentì il gelo che spirava in quella notte, si ritirò al calduccio della sua casa e lasciò che i tré rè se ne andassero per la loro strada. Stava ormai per coricarsi, ma le parole che le erano state annunciate non la lasciarono dormire e ora rimpiangeva l’opportunità persa. Appena giunse l’alba si infilò la sua mantella di lana, il fazzoletto sui capelli e gli stivali da neve e partì con un cesto pieno di palline dorate, di giocattoli di legno, di ninnoli scintillanti. Andava a cercare il Bambin Gesù senza però sapere in quale dirczione andare dal momento che si era dimenticata di chiedere ai tré rè dove fosse mai Betlemme.
Si dice che questa vecchietta sia ancora in viaggio e che nonostante tutti gli anni ormai passati a cercare, notte e giorno, in ogni angolo della terra non abbia ancora trovato il Bambin Gesù.

In Russia i doni li porta comunque anche Babbo Natale che qui viene chiamato Nonno Gelo. È un vecchio dalla lunga e candida barba, tutto vestito di bianco con gli abiti decorati di cristalli di ghiaccio e fiocchi di neve. Si racconta infatti che sia esistito da sempre e che sia il padrone del gelo, della neve, della grandine, della pioggia e di qualunque maltempo porti con i l’inverno.

Santa Klaus

Babbo Natale, il Natale e Santa Claus in Inghilterra.

Anche in Inghilterra il Natale è una festa molto sentita. Le strade vengono decorate con luminarie e festoni di piante sempreverdi, mentre le vetrine dei negozi e le finestre delle case sono ornate di neve artificiale e merletti che riproducono le geometrie perfette dei cristalli di neve. Su ogni porta viene appesa una ghirlanda come segno di buon augurio mentre i fidanzati si baciano sotto rami di vischio promettendosi eterno amore.
Babbo Natale è rappresentato secondo la tradizione, cioè come un dolce vecchietto dalla lunga barba bianca con addosso panni di un rosso vivido, bordati di pelliccia bianca.

La grande attenzione che in questo Paese viene riservata alle festività natalizie ha fatto in modo che molte tradizioni, dapprima patrimonio esclusivo degli inglesi, siano state adottate anche in Europa e nell’America del Nord, aree geografìche dove tuttora si perpetuano.
Un dolce della tradizione natalizia inglese è il Christmas Pudding che richiede una lunga e laboriosa preparazione. Ha la caratteristica di poter essere conservato per molti mesi. È ricco di zenzero, noce moscata, mandorle, uva sultanina, ciliegie e agrumi canditi. Viene servito leggermente caldo con del burro sbattuto a frusta con del brandy.

Natale in Svezia

Il Natale in Svezia, Babbo Natale e Santa Lucia.

In Svezia, come anche in alcune città del nord Italia, è santa Lucia a portare i regali ai bambini. Lucia era una ragazza siciliana, che, conosciuto il lieto annuncio del Vangelo, decise di convenirsi alla religione cristiana. A quel tempo la Sicilia era una colonia romana in cui imperversava il paganesimo, con i suoi numerosi dei dell’Olimpo. Lucia era figlia di un ricco nobile della città di Si-racusa ed era, oltre che molto dolce e amorevole, anche molto bella. I suoi genitori avevano deciso di maritarla con un uomo importante, ma Lucia rifiutò quel matrimonio, perché il suo sposo non era cristiano e perché aveva deciso di dedicare la propria vita al Signore. Questa decisione non venne però rispettata dai suoi famigliar! e, anzi, iniziò nei suoi confronti una persecuzione senza precedenti, tesa a farle cambiare idea.
Quando fu certo che Lucia non si piegava al volere altrui, ne rinnegava la propria fede. le vennero dapprima strappati gli occhi e poi fu privata della vita.
Da allora questa santa il giorno del suo martirio, che è il 13 dicembre, porta doni ai bambini buoni. In Svezia l’amore che i bambini hanno per santa Lucia è molto profondo e radicato. Durante il periodo natalizio si possono vedere spesso delle piccole bambine bionde in giro per le strade, con addosso una candida tunica e sul capo una corona di candeline accese.

Babbo Natale in Australia

Il Natale in Australia, un caldo Natale al sole.


Le immagini tradizionali del Natale sono per noi legate a paesaggi invernali di tranquille località montane. Cosa sarebbe infatti il Natale senza la bianca, soffice neve, senza le renne di Babbo Natale, senza le sciarpe di lana e i guanti per ripararsi dal freddo?
Eppure c’è chi il Natale lo trascorre al caldo, in piena estate. In Australia e in tutti i Paesi della fascia equatoriale, per esempio, le temperature raggiungono in questo periodo i 30°, cosicché le famiglie approfittano delle festività natalizie per godersi le meritate vacanze al mare.
Sembra che non ci sia niente di meglio di un bei bagno rinfrescante allo scoccare della mezzanotte di Natale, per scacciare un po’ l’afa e festeggiare al fresco la nascita del Bambino Gesù. In Australia esiste la figura di Babbo Natale che è molto simile a quello americano: l’unica differenza è che, invece di giungere con il suo carico di doni dal cielo e poi infilarsi nei camini delle case, qui arriva cavalcando le onde dell’oceano su un surf! La cena di Natale di solito prevede il sacrificio di un tacchino (per il tacchino alcune festività sono proprio tristi: cosa farebbero senza di lui le famiglie americane il giorno del Ringraziamento?), oltre a prosciutto, carne di maiale arrosto e dolci. Una attrattiva turistica è quella di organizzare delle sontuose cene di Natale in riva al mare, per esempio a Bondi Beach, una località a est di Sydney che in quel periodo attira migliala di persone.

 

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