La vera storia di Babbo Natale

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In un immaginario paesino agricolo, qualche secolo fa, vivevano Claus ed Anya, un’anziana coppia senza figli, benestante e buona con i bambini del villaggio. Lui, Claus, era un abile artigiano del legno e per Natale regalava a tutti i piccoli dei meravigliosi giocattoli. Ma un brutto giorno una tremenda bufera di neve sorprende i due vecchi per la strada, essi si addormentano in un sonno senza fine per risvegliarsi in un fantastico e coloratissimo palazzo abitato da tanti elfi, anch’essi fabbricanti di giocattoli che accolgono la coppia con affetto. I buoni e vispi ometti nominano ufficialmente Claus Babbo Natale; egli sarà immortale e recherà ogni anno ai bambini di tutto il mondo sulla sua magica slitta trainata da formidabili renne, giocattoli creati dagli elfi. Tutto procede bene per vari anni fino a che si arriva al nostro secolo e cominciano i guai. Sulla terra c’è un ricchissimo industriale dei giocattoli, B.Z. che è alle prese con la giustizia per truffe varie e cerca un pretesto per rifarsi. Nel mondo degli elfi c’è Patch, un ometto molto creativo che, con l’intenzione di aiutare Babbo Natale a costruire più giocattoli, combina un sacco di pasticci mettendo in crisi la produzione del munifico vecchietto. Più nessun bambino apprezza i suoi doni, Patch umiliato se ne va sulla terra e qui rimane invischiato nella rete di B. Z. che lo assume nella sua ditta e lo irretisce promettendogli favolose ricompense. Patch inizia a produrre per il cinico industriale giocattoli fantastici che attraggono i piccoli del nostro secolo. Babbo Natale però non si arrende, torna sulla terra e con l’aiuto di due piccoli amici, Joe e Cornelia, entrambi senza famiglia, riesce a salvare Patch dalle grinfie di B.Z. e a recuperare la fiducia dei bambini di tutto il mondo. Finale felice per ognuno; il crudele B. Z. è punito scomparendo nello spazio, Babbo Natale torna nel suo regno amato ed apprezzato da tutti gli elfi, Patch che non ha mai smesso di stimarlo è di nuovo con lui, Joe e Cornelia restano per un po’ in quel mondo di favola fra tanto affetto; come ogni anno a Natale ogni bambino aspetta con ansia i doni del vecchio benefattore.

 

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